

Il mio cuore è là!!


Il mio cuore è là!!
.:.:.:.:...: RED LIGHTS:.:.:.:.:

Arrivo a metà giornata che le lucette rosse m'infastidiscono. Ma sembra quasi possano essere una costante. Lungo il tragitto si accendono mentre guardo altro e riescono a farsi notare con insistenza. Sono quelle della spia che tra un po' entro in riserva, quella del freno a mano che devo per forza rifare le pastiglie, se non i dischi, quella del fottuto-bage quando timbro l'entrata e per un attimo non funziona, quelle negli occhi della mia pseudo collega-limitata che sclera a metà mattina. Faccio finta di non vederle, ma irrimediabilmente esistono. Così, non contenta, mi siedo e accendo l'unica lucetta rossa che mi conforta a questo punto del giorno: la combustione della sigaretta che aspiro.
"E' da venerdì che continua a piovere" mi dice E. mentre guido in mezzo a un mare di lucette rosse.
E.,io vorrei stare con te e accendere e aspirare lucette rosse tossiche insieme, mentre fuori piove. Accorgersi che la comubustione trasforma la voglia in bisogno.
E io ho bisogno di te, perchè ti amo.
Vorrei anche tenere sulla mia testa l'ombrello poggiato, voltare lo sguardo basso verso il mio fianco e accorgermi di avere vicino il grosso Totoro sorridente di Miyazaki. Far crescere enormi alberi, salire sulle loro cime e suonare. Spegnere, col suono tutte le lucine rosse del mondo.
FIORI SOPRA LE API
Passo la mia pausa sul tetto della scuola
autoreggenti
bambola con testa rigida
fiori sopra le api
trucchi pesanti
fuochi artificiali
trucchi pesanti
autoreggenti
trucchi pesanti
autoreggenti
curiose... le parole cercate su google da chi finisce qui dentro.. almeno quelle di oggi.
Buio,
ma non riesce a dormire.
Accende la tv perchè ignorare qualcosa che sta di sottofondo è diventata la cosa più semplice da fare,
la cosa che aiuta a dormire.
Dallo specchietto retrovisore le sue guance sono purpuree.
Ecco che le gocce tornano a battere su questi lucernai e la testa china, infilata tra le spalle alzate.
A chi offro queste mie luminose parole?
Ecco di ritorno i cieli che preferisco.
"CON UNA BIC PROFUMATA D'ATTRICE BRUCIATA -la guerra è finita- SCRISSE COSI'"
(Baustelle)
-Immagine °Artemisiabs°-
Ti presento BunnyNurse la vittima,
BunnyNurse carnefice.
Dalla Casa-macelleria, attraverso i bagni e i corridoi della scuola che frequenta, fino al bosco tra gli alberi stridenti di un giardino che urla.
Nella mia testa, giammai in pubblicazione.
BlaBlaBlare
"Maestra..." mi giro, mi abbasso, lo guardo negli occhi. "... perchè ti vesti tutta di nero?"
Questi piccoli occhi che hanno sete del mondo intero, spiazzanti, riescono a vedere gran parte di quella microscopica realtà celata agli occhi di chi ormai è stanco anche solo di guardare appena.
Per un attimo mi sento di fargli notare che indosso un paio di jeans color jeans, una maglietta a strisce, un fermacapelli fucsia. Ma mi trattengo. Appena in tempo per capire quello che in realtà avrebbe voluto chiedermi se avesse avuto una proprietà di linguaggio pari a un adulto.
"Giochiamo insieme al gioco del pescatore!!" Tutti pensano e scelgono il pesce che vorrebbero essere. Io penso a quello che vorrei mangiare, a quello che E. potrebbe mettere nella zuppa, negli spaghetti, nel forno, in padella o su una pallina di riso al vapore. E quasi tutti vorrebbero essere balene, delfini... incuranti del fatto che siano mammiferi. Quando glielo dico allargano le palpebre e ci rimangono male. Perchè è tutta una questione di fisionomie, di abitazioni, di appartenenza a determinati luoghi. I pipistrelli volano ma non saranno mai uccelli. Sono categorie di pensiero che a priori non ammettono eccezioni. Ma le eccezioni ci sono sempre state e lo abbiamo imparato tutti, anche senza tirare in mezzo balene, delfini e pipistrelli. Forse qualcuno non vuole ancora dare la sua approvazione (che in certi casi potrebbe essere decisiva), ed è probabile che sia per questo che fuori dalle categorie del pensiero comunemente accettato spesso ci si senta.. strani? Diversi? Disadattati? Tutto questo però esiste, prende parte alla realtà e sono sicura che se il popolo marino decidesse di unificarsi sotto la Lega Marittima e di enunciare a una balena: "In quanto non pesce sarai priva del tuo diritto a nuotare" o "Fuori dall'oceano brutta mammifera!!!", quella non si smuoverebbe nemmeno di un millimetro. E comunque, diciamocelo, non accadrebbe mai una cosa del genere, determinate cose accadono solo a un certo tipo di mammiferi.
Il blablablare del mio cervello?
Non mi vesto quasi mai tutta in nero, a lavoro, con loro io sono piena di buoni propositi, giochi, colori, disegni.. come quasi mai riesco ad essere nella vita privata.
Eppure... "Maestra... perchè ti vesti tutta di nero?"
Disarmanti, spiazzanti.
Incredbilmente adorabili.
OPERA PRIMA. O poi…
(tentativo n°1 di sembrare una blogger)
Ore 8 e 20 di mattina. Non ho bevuto caffé ma fumo la mia prima sigaretta, i momenti passati con le mie attempate amiche Nico e Tina sono importanti appuntamenti a intervalli quasi regolari. Metto la prima e guardo lo specchietto. Nessuno si ferma e m’incazzo, ma è una ruota che gira perché se non fosse per quelle luci rosse io non mi frenerei mai sebbene prima o poi capiterà anche a me di incrociare qualcuno che vuole passare e di pensare “fanculo, è mia la precedenza!”.
Quando riesco a introdurmi nel flusso sanguigno delle arterie milanesi ho sempre l’impressione di aver dimenticato qualcosa. Di aver perso qualcosa, magari a terra, così lotto con la voglia di tornare indietro per controllare il marciapiede. Ecco la prima fase del mio autismo giornaliero: ad ogni semaforo controllo la borsa perché l’ansia mi divora. Ma che cazzo dovrei aver dimenticato? Forse il fottuto bage per timbrare le entrate e le uscite a lavoro? Tanto prima o poi capiterà anche a me. Tutto capita a tutti. La frenesia s’impossessa di me per tutto l’arco della giornata, anche quando effettivamente non ho un cazzo da fare. Anche se da sola, io ed Io troviamo sempre un modo per dimenticare che il tempo passa. Per non farci prendere dalla voglia di niente, dimentichiamo di possedere una maestosa anima fancazzista. Dopotutto sono figlia di questa nevrotica città che adoro nonostante mi faccia incazzare, paradossalmente sento che prima o poi me ne andrò. Ché tanto prima o poi tutti se ne vanno. In smania. Guardo Nico e Tina fluttuare davanti ai miei occhi ridendo.. quando uscendo dalla mia bocca mi vedono frenetica è sempre uno svago per loro. Finché oggi pomeriggio, tornata a casa, prima di uscire per andare a lavorare E. mi ha guardato negli occhi e col suo solito denso fare diretto mi ha detto: ma stattene a casa a dormire!
Inutile voler fare la figa quando si è stanchi.
E tuttavia non riesco a dormire.
Mi darò una calmata.
Prima o poi.

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Seduta sulla banchina della stazione ferroiaria. Binario 1, in attesa del primo treno diretto a Milano, la campanella suonerà veloce avvisando del suo imminente arrivo. Consumo la solita sigaretta e senza che me ne rendessi conto è tornato il caldo. E senza che me ne rendessi conto sono già su questo treno affollato seduta a terra, mi lascio portare ormai via. E senza che me ne rendessi conto vedo cose sempre diverse, senza che me ne rendessi conto mi trovo in posti lontani e ci sono sempre io, con me. E senza che me ne rendessi conto scende il buio. Io guardo fuori
seduta
e
ferma.
Ma oltre questo treno, al di là di questo vagone, il mondo corre.

Esattevolmente
fu come quando decisi di aprire l'ombrello sotto una cascata di pioggia. Poi d'un tratto il cielo smise di piangere e l'ombrello, quello rimase aperto. Cosa esser tu? mi disse fumando boccate sempre piene e mai sazie.
Milioni di piccoli punti di domanda librarono intorno disegnando le pieghe del mio cervello. Anche se esattevolmente ero alta pochi centimetri, dalla mia visuale lo sguardo mi permise di capire una parte di quella realtà che viaggiava in piccole sfumature circolari e che tuttavia mai riuscì a sfiorare la mia pelle. In un attimo capii che non sarebbe stata l'ultima precipitazione gocciolante dai soffitti del mondo.
Io ne rimasi
tramortita,
narcotizzata e questo fu il vero motivo per cui il mio povero ombrello rimase perennemente aperto nonostante i cieli azzurri di alcuni giorni.

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